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21 Settembre 2020

Anatomia
di un successo

Blog 2018-2019
scritto da Admin il 16-04-2019 22:23

Sarebbe bastato un punto, contro la Settalese, anzi – data la sconfitta del Sant’Angelo - la Trevigliese avrebbe potuto persino perdere e comunque festeggiare. Ma la mentalità vincente è una delle qualità essenziali che fanno grande una squadra di calcio e, di sicuro, alla truppa guidata da Cristian Redaelli non fa difetto. Così l’ultima trasferta della stagione ha prodotto il successo più bello (3-0), lo scatto più atteso, l’esultanza più sfrenata.

Gli alfieri del Cst hanno vinto il campionato, quando manca una sola giornata alla conclusione del programma e nove sono i punti di vantaggio sul secondo posto, occupato dalla coppia Sant’Angelo-Basso Pavese: nomi che un tempo inquietavano e ora sono soltanto sagome sfumate destinate all’archivio dei ricordi.

Una sola squadra è al comando, la sua maglia è biancoceleste, il suo nome è Trevigliese. L’anno prossimo giocherà in Eccellenza, categoria ideale (per non dire minima) visto il blasone e le potenzialità della piazza: l’obiettivo iniziale s’è fatto realtà e la cosa non era certo scontata, data la qualità della concorrenza e il gravoso fardello pieno di favori del pronostico. Chi parte per vincere ha sostanzialmente tutto da perdere: non può sbagliare, non può tentennare, può soltanto spingere sempre al massimo con lo scopo di onorare appieno il suo ruolo di protagonista designato.

La Trevigliese, questo ruolo, lo ha interpretato con personalità e carattere. È partita convinta, ha pagato qualche dazio alla necessità del rodaggio, ha preso velocità e viaggiato su ritmi infernali. In 29 giornate ha collezionato 66 punti: fra le altre bergamasche iscritte ai campionati maggiori della Figc (e sono quasi 200) c’è riuscito soltanto il Fontanella (Seconda categoria) e potrebbe farlo anche il Brusaporto se vincesse il suo recupero del Sabato Santo. Dunque, se Rinaldi e soci si aggiudicheranno anche l’ultima partita - 28 aprile, in casa contro l’Atletico San Giuliano - chiuderanno il campionato a quota 69, apice quest'anno insuperabile per qualsivoglia società della galassia orobica.

Comunque, prima di pensare alla gara conclusiva, godiamoci ancora un po’ quella che ha consegnato la corona alla regina del girone. A Vignate il primo tempo si è giocato in una sola metà campo, ma si è chiuso sullo 0-0: nella prima metà della ripresa, invece, la Trevigliese ha dato uno scossone alla storia, realizzando tre gol (Arrigoni, autorete, Koci) in rapida successione. Così l’ultima fase del match è stata scandita da un festoso conto alla rovescia, sino a quando – alle 17.19 – l’arbitro ha soffiato tre volte nel fischietto: il segnale tanto atteso, la consacrazione ufficiale dei vincitori, la miccia che ha innescato i fuochi d’artificio. Urla di gioia, canti sfrenati, ancora urla, ancora canti; mister Redaelli scaraventato in aria dai giocatori scatenati, il suo staff ebbro di gioia, la felicità del presidente Fabio Bergamini e di tutti i dirigenti convenuti sul luogo dell’impresa.

Che goduria, che festa, si torna in Eccellenza: addio Promozione, e questa volta speriamo per sempre.



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